Monti Dauni: storie di vini che raccontano il territorio

Sui Monti della Daunia distese di vigneti e uliveti con sullo sfondo pale eoliche creano uno scenario che a primo acchito non lascia indifferenti. Quel paesaggio lo ami sin dal primo istante ma finisci per adorarlo dopo averne degustato i frutti.

Il viaggio in questa zona della Puglia è peculiare anche perché permette di vivere un continuo intreccio tra storia, archeologia, cultura e piaceri del palato.

Non solo buona cucina, ma soprattutto buon vino e che vino!

Nelle cantine della città di Troia viene infatti prodotto un vino eclettico, il Nero di Troia, che nelle sue diverse formulazioni, può senza dubbio definirsi l’emblema della terra donde nasce.

La wine experience è sempre esaltante e piacevole, ma la scoperta del Nero d Troia lo è di più e non solo per anime brille.

Già la passeggiata nelle vigne è suggestiva: spesso delle maestose pale eoliche incorniciano le bacche autoctone a cui l’alta carica di polifenoli conferisce un colore prossimo al nero.

Ogni cantina si caratterizza a modo suo rendendosi unica e singolare.

Fierezza” è la parola che viene in mente per prima nel descrivere la Cooperativa Decanto dove alla base di ogni attività vi è una forte e condivisa passione per il territorio e la volontà di promuovere una produzione che, oltre a realizzare prodotti di elevata qualità in modo sostenibile, valorizzi la cultura, la storia e l’arte dei luoghi dove essi nascono. La Cooperativa Decanto ha sposato un progetto coraggioso che ha come minimo comune denominatore il Nero di Troia, quindi un vino difficile, speciale e alquanto originale. Qui nulla è lasciato a caso e il leitmotiv aziendale lo si evince anche dalla scelta dell’ etichetta che riporta un dettaglio della Concattedrale simbolo di Troia. Da Decanto il vino in un certo senso “canta emozioni” e lo fa nelle versioni Unus, Trinus, Aika, Monsignore.

Particolare è lo spumante Decanto Extra Dry, ricavato anch’esso dall’Uva di Troia e dalla colorazione perla. Dolce quanto basta, è adatto ai festeggiamenti, ai momenti allegri e leggeri. Ottimo in abbinamento a dolci.

Nelle Cantine Pirro da il benvenuto il titolare Stefano Maria Pirro per raccontare della sua produzione biologica dedicata all’uva di Troia da cui ricava vini d’eccellenza.

Gradevolezza unica ha Epiro, un bianco ricavato dal Nero di Troia perfetto da assaporare con formaggi e dolci a base di ricotta. Singolare la linea Pitappi, sia rossa che rosata, dedicata alla figlia di Stefano. Il nome è la prima parola pronunciata dalla bambina che ne ha anche realizzato l’etichetta. Il rosato, più delicato, si sposa bene con piatti a base di pesce, aperitivi con tartare di pesce, invece il rosso viene esaltato con piatti a base di carne e più sostanziosi.

Gran classe contraddistingue Elda Cantine che prende il nome dalla madre del titolare. L’azienda produce una selezionata gamma di vini IGP di Puglia. Anche qui il focus è il Nero d Troia e tutto è improntato all’ecosostenibilità. Una vera e propria cantina Green che si è posto come obiettivo principe la valorizzazione del territorio fatta attraverso la preservazione dell’ambiente. Le uve vengono raccolte a mano, da vigneti a spalliera, non irrigui e su terreni calcarei.

Colpisce subito, oltre alla bontà dei suoi vini, l’eleganza e raffinatezza degli ambienti nonché l’alta professionalità nell’accoglienza. Il suo Pesca Rosa è un nero di Troia rosato con riflessi corallo. Sorseggiandolo all’olfatto si percepisce il profumo di ciliegia, di melagrana ma anche di pesca.

Ettore è il vino di punta dell’azienda e non a caso ha preso il nome del figlio di Priamo re di Troia, eroe della mitologia greca. Un rosso dal sapore deciso, forte. Un vino in un certo senso rinvigorente, energizzante che nasce dalle uve della vigna Santa Cecilia.

Una wine-experience quella a Troia che mi porta ad azzardare una conclusione: “Se è vero che buon vino fa sangue allora per naturale conseguenza a Troia corre buon sangue. Pertanto, oltre a bere buon vino e mangiare ottimo cibo, a Troia si vive in pace”.

Articolo di Simona Mazzeo