Olio di Troia: alla scoperta di segreti ed aneddoti per un olio extravergine d’oliva speciale

Non tutto l’olio è uguale e non tutto l’olio d’oliva è di qualità. Nella città di Troia, nel foggiano, il giovanissimo imprenditore Andrea Casoli nel suo oleificio ci ha raccontato i passaggi che fanno si che un olio sia di alta fattura.

All’Oleificio Diomede dove si produce olio da ben tre generazioni, le olive dopo essere state lavate nell’apposita macchina, vengono triturate con una macina a pietra.

Dopodiché vengono messe su dei fiscoli che separano la pasta dall’olio. I fiscoli vengono quindi pressati rigorosamente a freddo. La macchina per la pressatura riesce a produrre una pressione enorme da cui si ricava l’olio. Amedeo pratica una sola spremitura a freddo sulle olive e poi lascia decantare l’olio per almeno due mesi così da far depositare sul fondo lo posa.

Il risultato è un olio extravergine che è di eccellente qualità e che manterrà tali caratteristiche per due anni. Ci rivela inoltre come in realtà l’olio muti ogni giorno perché la luce, la temperatura, il contenitore e il tempo lo modificano e per questo non tutto l’olio è uguale.

La bottiglietta in cui il suo olio viene conservato riproduce sull’etichetta il volto di una donna che dovrebbe essere Pallade Atena e non è un caso se l’olio di Amedeo si chiami Palladio. Esso prende infatti il nome dalla statua lignea che raffigura la dea Pallade Atena.

Questa statua si narra che fosse custodita a Troia per renderne difficile la conquista ma poi fu rubata da Ulisse e Diomede. Ciò rese Troia facile preda di conquista e cosi fu rasa al suolo. Pochi sanno che secondo alcune narrazioni dopo tali accadimenti Diomede fece voto ad Atena impegnandosi a costruire un tempio in cui collocare il Palladio che parrebbe essere stato custodito proprio in territorio pugliese e probabilmente nella città di Troia sui Monti Dauni.

Dunque l’olio di Amedeo Casoli fin dal nome ma anche nel sapore e colore ha in sé una specialità innata. Dorato come le armature troiane, esso è anche espressione della volontà di esaltare le radici storiche del luogo in cui viene prodotto.

E Amedeo, che ha nel volto l’entusiasmo di chi ama la sua terra e il suo lavoro, ha rivelato un segreto: per essere certi che l’olio che abbiamo in dispensa sia un vero extravergine si può testarlo mettendo una piccola quantità in una bottiglietta da riporre in frigo per 5-6 ore. Se esso cambierà di densità è segno che si tratta di autentico extravergine altrimenti è altro.

Il motto di Andrea Casoli è “nuove linfe in antiche forme” e dal suo sorriso sembra esser chiaro che ha tutta l’intenzione di creare ottima linfa per molto tempo ancora.

Articolo di Simona Mazzeo