I monti della Daunia scoperti da alti punti di vista: esperienze pugliesi ad alta quota

Neanche chi soffre di vertigini dovrebbe sottrarsi alla magnificenza di certi spettacoli e sfidare i propri limiti per goderne in maniera qualitativamente addirittura superiore rispetto a chi non ha paura dell’altezza.

I monti della Daunia, in provincia di Foggia, quelli che ho scoperto essere definiti localmente “i mundagne” sono la sorpresa inaspettata, la scoperta inattesa, l’esperienza che non smetterei mai di raccontare eppure ho paura delle altezze.

Questi luoghi permettono di sperimentare un ventaglio di emozioni legate al cibo, al vino, alla storia, alla natura, all’arte, alla religione, all’archeologia ecc. e il soggiorno nel Comune di Biccari consente di vivere la Daunia da alti punti di vista e con momenti en plein air che fanno bene all’anima.

Situato a circa 450 metri sul livello del mare e alle pendici del monte Cornacchia che è il più elevato della Puglia, gode di una posizione geografica che favorisce la contemplazione della maestosità del paesaggio sottostante in maniera singolare.

Seguendo il sentiero Frassati ci si può spingere fino al punto più alto della Puglia ovvero quello in cui il Monte Cornacchia raggiunge i 1150 metri di altezza. Qui è situato un grazioso rifugio forestale, una struttura in pietra utilizzabile da tutti come ricovero, anche con pernottamento in sacco a pelo, per ammirare il cielo stellato più bello della Puglia data la scarsa luminosità artificiale della zona.

Dietro al rifugio un pilastrino di calcestruzzo individua l’esatta postazione dove l’altezza è massima.

Sia che lo si raggiunga a piedi, che in ebike, motocross, quod o pickup, quello che conta è camminare tra le nuvole, accarezzare quei cumuli bianchi somiglianti a panna montata e nel contempo percepire un misto tra vertigine e felicità nel guardare l’incanto sottostante.

Proprio dirimpetto al Monte Cornacchia e solo un po’ più in basso, sul Monte Sidone è possibile osservare il Lago Pescara e, scendendo, raggiungere quella che attualmente è una delle maggiori attrazioni nel comune di Biccari.

E’ una panchina in legno installata tra il Lago Pescara e Guado del Tufo sul Monte Cornacchia, al cui cospetto sembra di essere stati rimpiccioliti da qualche maga e dai suoi incantesimi ma è solo un effetto ottico derivante dalla dimensione inusuale di quella seduta panoramica. Un posto dove ci si sente d’improvviso piccolissimi mentre grandi sono i pensieri che ispira la contemplazione dello spettacolo sottostante.

A pochi minuti da Biccari brilla un altro gioiello pugliese ovvero il comune di Castelluccio Valmaggiore che partendo da Biccari è possibile raggiungere anche in ebike facendosi accarezzare il volto dal vento e procedendo a suon di pedalate per circa 10 km tra piccole masserie, pale eoliche, balle di fieno, con sullo sfondo la valle del Celone.

All’’ingresso del comune un antico portale in pietra attraverso il quale si raggiungeva il sito fortificato a tutela della Valle, trasla immediatamente il visitatore in una dimensione surreale dove il passato sembra rivivere e parlare di se. Strette stradine dove il tempo pare essersi fermato, con abitazioni spesso vuote a cui si accede tramite portoncini antichi, si incrociano in un borgo fascinoso e caratteristico. Balza subito agli occhi la peculiare pietra locale di cui sono fatti anche i protomi o cioci con funzione propiziatoria. Molto singolare la casa dello scalpellino locale e il piscioro dove si lavavano i panni.

A Castelluccio Valmaggiore è d’obbligo una tappa al museo Valle del Celone aperto nel 2018 e dove sono custoditi i ritrovamenti di un insediamento rurale romano che sono stati effettuati nel 2011 durante i lavori di realizzazione di un metanodotto tra Castelluccio e Biccari, in località “Masseria Festa”.

E a proposito di alti punti di vista la ciliegina sulla torta è il giro in Mongolfiera. Sali e in un attimo ti ritrovi a guardare l’immenso dimenticando il vuoto sotto di te. Una experience possibile solo in alcuni periodi e se le condizioni climatiche e i venti non sono avversi, ma i Monti Dauni da lassù sono spettacolari e quella palla colorata a cui è ancorato un cestone in cui ti senti piccola eppure grande, accende sogni e fantasia, e ti ricorda che la vita è meravigliosa.

di Simona Mazzeo