Food experience a Troia: dal pane cotto alla Passionata per colori e genuinità a tavola

La cucina di Elena di Troia al “D’Avalos”, lo chef de “I Cavalieri di Malta” e la Pasticceria Casoli

Il vero viaggio non è solo la scoperta di luoghi nuovi ma di sapori, odori, esperienze anche culinarie che finiscono per divenire uno dei fulcri principali nella memoria legata alla meta a cui si associa questo o quel piatto.

La food experience nella città di Troia è variegata, ricca, sorprendente e dalla colazione alla cena, passando per le diverse degustazioni, il leitmotiv è sempre la territorialità del cibo.

Ogni pietanza ha in fondo qualcosa da raccontare che sia legato al posto in cui viene preparato e consumato, ma nel caso di specie i piatti parlano anche di chi li prepara.

Elena è la titolare del Ristorante D’Avalos a Troia e ciò che immediatamente colpisce sedendosi alla sua tavola è la creatività delle sue ricette. Pietanze originali in cui persino i colori degli ingredienti utilizzati sembrano studiati ad hoc. Tra le specialità di Elena vi è senz’altro il “pane cotto alle erbe di campo”. Gradevolissimo al palato, si scioglie in bocca ed è perfetto in abbinamento a bietola, rucola, polpette di pane al sugo e formaggio locale. Elena lo propone come una sorta di “pasto del contadino” e la genuinità degli ingredienti si avverte ad ogni boccone.

Ma lascia letteralmente senza parole il suo “carciofo alla troiana” mentre sono più unici che rari i suoi tortini. Il tortino di zucchine con ricotta fresca e crema di pomodorino che definirlo buono è davvero riduttivo e il tortino di patate con crema di peperone che ha un profumo già di per sé saziante.

Elena inoltre prepara con le sue mani la pasta fresca e le sue orecchiette di grano arso con crema di patate cacio e pepe sono una rivisitazione particolare di un piatto della tradizione troiana.

Elena ha scelto un nome non casuale per il suo ristorante che è ubicato proprio dirimpetto al Palazzo che appartenne alla famiglia D’Avalos, originaria della Spagna, che si stabilì a Troia intorno al 1600. E la sua cucina rappresenta per lei un modo per manifestare anche la sua vena artistica perché come lei stessa ama sottolineare cucinare è un’arte.

Caratteristiche molto diverse ha invece la cucina dello chef de “I Cavalieri di Malta”. Nunzio Saracino è un cuoco giovanissimo eppure già di grande esperienza, con grande abilità di trasformare piatti tradizionali in pietanze gourmet. Tra le sue proposte spicca la “tartarre di bufala con cioccolato” ma anche la pizza gourmet fatta con grano arso, mortadella e pistacchio. Le sue orecchiette sono fatte con grano arso in purezza 84-85% e 15% di farina integrale preparate con salsiccia di Troia, funghi porcini, bastoncelli e olio evo. Il tutto servito in un grazioso ristorante che un tempo fu rifugio dei Cavalieri di Malta e una stalla per i cavalli.

Vi è da dire che Troia riesce ad accontentare davvero tutti i palati. Ma se lascia un ricordo dolcissimo il merito è soprattutto della “Passionata” , il dessert tipico del posto nato dall’intuizione di Lucia Casoli e Nicola Mecca titolari della Pasticceria Casoli. Il dolce viene realizzato con ricotta di mucca, pecora o bufala riposta su una base di biscotto con whisky all’arancia e ricoperta di pasta di mandorle ed ha un sapore semplice che però non si dimentica. Anzi appassiona! I gusti della passionata cambiano a seconda del colore della pasta di mandorla con cui viene ricoperta: nella versione tradizionale rosa la ricotta, nella versione verde al pistacchio, gialla alla Strega di Benevento, arancione all’arancia e marrone alla nocciola. Ma anche se tutti vanno alla Pasticceria Casoli per la “Passionata” in realtà non si dovrebbe lasciare Troia senza fare scorta di “taralli al vino”, una specialità che abbinata al vino di Troia manda letteralmente in estasi.

di Simona Mazzeo