Core a Gentilcore

Incontro di vino, gusto, amicizia e resistenza in sicurezza per una experience che sa di resilienza, bontà e bellezza

Ci sono incontri, apparentemente casuali, ma in realtà destinati a dar vita a nuove e magiche sinergie e la storia di Palazzo Gentilcore, che sto per raccontarvi, di intrecci positivi ne ha conosciuti diversi.

L’edificio storico, oggi adibito ad albergo, situato al centro del borgo medievale di Castellabate e dimora gentilizia dal 1745, nonché sede del Comune di Castellabate dal 1860 al 1930, rinasce in chiave turistica proprio per l’incrociarsi di amici con un progetto condiviso.

Il merito è del sogno “incosciente” di Chiara Fontana (docente di diritto tributario) e Giovanni Ricciardi (avvocato amministrativista), che nel 2019 rilevano e ridanno vita ad un albergo rimasto chiuso per qualche anno e che, grazie a loro, in poco tempo conquista il cuore di visitatori da tutto il mondo.

Pregio derivante sicuramente anche dalla location ma perlopiù dalla caparbietà ed attenzione dei titolari che al caso non lasciano proprio nulla.

Palazzo Gentilcore si presenta come un ambiente di circa 800 metri quadrati realizzato con materiale ecocompatibile ed ispirato alla naturalità e territorialità, teatro di un’accoglienza accurata e secondo standards elevati, capace di suscitare emozioni uniche.

In tale contesto, la scorsa estate, le idee di Chiara e Giovanni si incrociarono con quelle di Gaia Marano Imparato che, spinta dal desiderio di conoscere il Cilento ed in particolare Castellabate, decise di soggiornare proprio a Palazzo Gentilcore.

Fu un incontro illuminante e foriero di cose buone e belle. D’altronde già leggere “Gentilcore” per Gaia aveva avuto il suo bell’impatto emotivo.

Gaia Marano Imparato è infatti la responsabile della linea Core nell’ Azienda agricola Montevetrano di proprietà della madre, Silvia Imparato, nota anche come la Signora del Vino.

Chiara e Gaia si “riconoscono” immediatamente: entrambe sognano in grande, puntano lontano e sono curiose ed entusiaste allo stesso modo.

E da quell’entusiasmo nasce l’idea di “Core a Gentilcore”, storie di amore, vino e resistenza, ovvero un momento da dedicare alla ripresa, alla ripartenza all’insegna della bellezza, della sicurezza, del vino, della buona cucina e della ritrovata convivialità.

A Palazzo Gentilcore Core a Gentilcore ha rappresentato insieme un inizio, una speranza, una scelta di coraggio e di professionalità. Con l’incontro casuale di Gaia, Chiara e Giovanni, si è inconsapevolmente concretizzata a Castellabate, una Experience di gusto e bellezza in sicurezza che potrebbe rappresentare un modello da imitare per riprendere le attività di ristorazione e ricettività con animo un pochino più leggero dopo un anno di restrizioni.

La struttura ha infatti aderito ad un protocollo anticovid a cura della Medical Care Milano, che ha elaborato e messo a disposizione della struttura un servizio di screening Covid 19 a domicilio, sulla base delle esigenze del settore Accoglienza e dei suoi ospiti. Pertanto, condizione imprescindibile per prendere parte all’evento, è stata la sottoposizione a tampone rapido con risultato in 15 minuti.

Per qualche ora, grazie a questa brillante iniziativa di “Core a Gentilcore” si è potuta rivivere la spontaneità di un pranzo Covid free.

E che pranzo! E che Vino!

Core a Gentilcore ci ha fatto ritrovare la gioia dello stare insieme senza paure e ci ha fatto percepire come si possa ripartire in sicurezza, ma è stata anche l’occasione per presentare nel Cilento la linea Core dell’azienda Montevetrano.

Il Rosso Core 2018 con base di Aglianico è un vino corposo che profuma di frutti di bosco, mirto, cioccolato. Man mano che lo si sorseggia si avverte anche l’aroma di cannella.

E il Core Bianco 2019, ottenuto con uve Greco e Fiano nel comune di San Cipriano Picentino che ha note fruttate di pera Williams e lascia percepire profumo di agrumi.

Core a Gentilcore, è stata anche una vera immersione nella bontà, grazie ai piatti preparati dallo chef Marco Mattia, circondati dall’incanto, il tutto a ricordarci che la vita è bella ed è tempo di resilienza e ripresa.

di Simona Mazzeo