Alla scoperta della Cava dei Rocchi di Castellabate: un prezioso museo a cielo aperto

La ricchezza di alcuni territori, che sono veri e proprio capolavori da esplorare, è talmente vasta da far passare in secondo piano ed in modo imperdonabile, persino ritrovamenti archeologici che invece sono inestimabili tesori da accudire e preservare.

Così nella incantevole Castellabate, comune costiero nel Parco Nazionale del Cilento dalla rarefatta bellezza, potrebbe capitarvi di andare al mare e sedere su antichi reperti, ignari dell’importanza del posto in cui state rinfrescandovi dalla calura estiva.

Sono crescenti di anno in anno gli appassionati che decidono di raggiungere la frazione di S.Maria di Castellabate, pervasi dal desiderio di percorrere la Cava dei Rocchi visibile sulla spiaggia che parte da Zona Lago e giunge fino al lungomare Bracale.

Non esiste una segnaletica ne una protezione che delimiti questa antica cava di epoca greco-romana utilizzata fino al Medioevo ma essa è suggestiva e ben visibile ad occhi attenti.

Rappresenta l’unica testimonianza tangibile del tempio dedicato a Poseidone che fu eretto dai Dori Trezeni sul promontorio di Tresino nel VI secolo a.C.

A tramandarci tali notizie è stato il geografo greco Strabone vissuto tra il 60 a .C. e il 20 d.C. informandoci che i Dori Trezeni, uno dei tanti gruppi etnici che in antichità fondarono la Magna Grecia nell’Italia Meridionale, scacciati dagli Achei di Sibari, fondarono la città di Poseidonia (che più tardi i romani chiameranno Paestum) e alcuni villaggi fortificati nei territori vicini. Il più importante villaggio fu costruito sul promontorio di Tresino, dove venne elevato anche un grande tempio, in onore di Poseidone, dio del mare, che i fondatori avevano solcato con la sua divina protezione e fonte della loro prosperità.

Il tempio fu realizzato due millenni fa attingendo dalle rocce della spiaggia dove oggi è possibile camminare a piedi scalzi e accomodarsi sulle forme circolari lasciate dopo l’asportazione degli enormi massi che servirono per costruire il colonnato del tempio.

Un pezzo di storia remota che il mare bagna incessantemente da millenni ed uno dei luoghi più belli dove trascorrere ore liete tra tuffi e tintarella in estate oppure rilassarsi nelle altre stagioni.

Un vera e propria destinazione poetica oltre che archeologicamente degna di nota che chiunque passi per Castellabate dovrebbe ammirare.

di Simona Mazzeo